Postato da ValerioAscenzi alle ore 01:45 martedì, 02 giugno 2009
Il potere mediatico del magnate australiano dell'informazione è in grado di seppellire il premier italiano. Sarà una lotta impari (a favore di Murdoch ovviamente).
“Un articolo cialtronesco e mascalzone che offende l’Italia e gli italiani”. E’ così che i membri del Pdl hanno definito l’attacco del Times (quotidiano britannico di proprietà di Rupert Murdoch ) a Silvio Berlusconi. E lo stesso premier definisce il “fuoco nemico” dei giornali stranieri come qualcosa di “fatto ad arte” per riportare in auge la sinistra italiana. “I giornali stranieri – ha detto - sono in collegamento diretto con i giornali della sinistra italiana: sono cose ispirate e insufflate dalla sinistra italiana”.
La verità è molto più sottile e non ha di certo qualcosa a che fare con la politica. Murdoch ha i suoi interessi in Italia, sicuramente. Ma non riguardano la politica… a meno che non sia la politica italiana ad intralciare i suoi interessi. E Berlusconi in questi ultimi anni ha lavorato contro Murdoch.
Ricordate quando il governo italiano, guidato da “sua emittenza” Berlusconi, ha aumentato l’Iva (Imposta sul Valore Aggiunto, applicata sul prezzo al pubblico di qualsiasi prodotto) alle reti Sky? Sapete chi è il proprietario di Sky? Ma è semplice: Murdoch. Qualche hanno fa con la parabola si prendeva Tele + e Stream. Ricordate? La prima era della famiglia Berlusconi, la seconda di Murdoch che pochi anni or sono comprò le reti Tele +. Si diceva in giro: si tanto con la questione del digitale terrestre, Berlusconi tornerà sulla cresta dell’onda. E infatti è così.
La mossa di aumentare l’Iva solo alle reti Sky serve a destabilizzare il mercato della Pay-tv in Italia. L’aumento di questa tassa pesa direttamente sull’utente, che sceglie, magari, qualcosa di più economico. Ed ecco spuntare Mya, Joy e Steel di casa Berlusconi. (Detto tra noi: che nomi del c*****o… non potevano scegliere qualcosa di più serio? E’ proprio vero che le tv italiane assecondano la decadenza culturale del paese!).
Dunque, ipotizziamo che sia andata così: Berlusconi vende Tele + a Murdoch (che la fonde con Stream e nasce Sky), pensando di dargli il bidone, perché quando va di scena il digitale terrestre Sky varrà spiazzata dalle proposte di Berlusconi e da normative interne all’Italia, favorevoli ovviamente solo alle nuove reti del Berluska! Si perché comunque entro un certo periodo di tempo – abbastanza breve ormai – spariranno tutte le antennine dai tetti e funzionerà tutto con l’apparecchio di decodifica per digitale terrestre prodotto dalle aziende di Paolo Berlusconi.
Ma c’è un problema che Berlusconi (Silvio!) tarda a considerare. Con la parabola si prende si il segnale Sky, ma anche quello di altre emittenti e soprattutto la Rai. Quindi se in casa abbiamo la parabola con decoder Sky, non necessariamente si deve rinnovare l’abbonamento a Sky per prendere Rai, Mediaset, La7 e tante altre emittenti. Quindi cosa pensa di fare Berlusconi (tanto l’Italia ormai è il suo sultanato!)? Di impedire il rinnovo degli accordi per le trasmissioni, tra il governo italiano e Sky.
Silvietto pensa di aver risolto i problemi e di essersi infilato Murdoch nel taschino. Berlusconi ha fatto male i conti però. Rupert Murdoch (78 anni compiuti a marzo scorso) è fondatore e proprietario “di un vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, probabilmente la maggior compagnia del campo a livello mondiale: la News Corporation". Parliamo di uno che è riuscito a mettere su qualcosa di veramente imponente: il suo gruppo editoriale raggiunge ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i 3/4 della popolazione globale del pianeta.
Berlusconi è una formichina se paragonato a Murdoch, che invece appare come Gargantua e Pantagruel messi insieme ( se non sapete chi sono Gargantua e Pantagruel non è colpa mia, comunque cercate su Google l’opera letteraria di François Rabelais e capirete).
Insomma: altro che sinistra e collaborazionismo con giornali stranieri! Murdoch si è incazzato sul serio. Vuole la testa di Berlusconi, a meno che questi non torni sui suoi passi. A noi di sinistra in effetti fa comodo un Murdoch incazzato. Il Times di Murdoch dipinge Berlusconi come un clown: «L’aspetto più sgradevole – si legge - del comportamento di Silvio Berlusconi non è che egli sia un clown sciovinista, nè che rincorra donne che hanno meno di 50 anni di lui, approfittando della sua posizione per offrire loro lavoro come modelle, assistenti personali e anche, assurdamente, candidature al Parlamento Europeo. Quello che è più scioccante è l’assoluto disprezzo con cui si rivolge all’opinione pubblica italiana [ ammesso che esista un’opinione pubblica in Italia, ndr]. Il libertino attempato può trovare divertente, o anche coraggioso, comportarsi da playboy, vantando le sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che molte donne giudicherebbero grottescamente inappropriati. Egli non è l’unico o il solo il cui indegno comportamento è inappropriato al ruolo. Ma quando vengono poste legittime domande su relazioni che sfiorano lo scandalo e i giornali lo sfidano a dare spiegazioni che, al meglio, sembrano sconcertanti, la maschera del clown cade. Minaccia i giornali e le emittenti televisive che controlla, invoca la legge per proteggere la sua privacy, diffonde comunicati evasivi e contraddittori e infine promette in modo melodrammatico di dimettersi se colto a mentire». Poi aggiunge: «Non sono solo gli elettori italiani a chiedersi che cosa stia accadendo, lo fanno anche stupefatti gli alleati dell’Italia» in vista del G8. Già: come fanno quegli imbecilli che lo hanno votato ad ammettere che hanno fatto una cazzata?
Non siamo sotto regime. All’estero ritengono che in Italia siamo sotto una dittatura mediatica. Per capirci meglio: Berlusconi ha letteralmente rincoglionito l’opinione pubblica, poiché controlla i mezzi di comunicazione in Italia. Ha in mano sei reti televisive. Tra poco inizierà a trasmettere di nuovo con il digitale terreste, con Mediaset Premium. Ma la consolazione è che c’è un esercito mediatico che lo contrasterà. Mi sa tanto che, come durante la seconda guerra mondiale quando sbracarono gli alleati, Murdoch avrà bisogno di una mano… di qualche “partigiano digitale”. E io farò questo: diffonderò tutto quello che c’pè da diffondere. Prima che riescano a cucire la bocca anche a me.
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Postato da ValerioAscenzi alle ore 02:47 domenica, 31 maggio 2009
Chiunque immagina una sinistra moderna, di stampo socialista europeo, democratica, riformista, progressista e ambientalista... insomma: tutti quelli che stanno a sinistra col cuore e con la mente, il prossimo 11 giugno hanno un appuntamento al quale non possono mancare.
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Il prossimo 11 giugno io – ma credo anche molti altri – ricorderò Enrico Berlinguer. Venticinque anni fa, a Padova, scompariva dalla scena politica il più amato e acclamato leader del Pci. Si trovata a Padova in occasione di un comizio per le elezioni europee. Mentre pronunciava un appassionato discorso venne colto da un ictus. Continuò il comizio, provato dal dolore, nonostante la folla si fosse accorta che qualcosa non andava e gridava “basta! Basta Enrico”. I video di quel comizio sono su youtube. Ma questo episodio l’ho letto su un libro durante il primo anno a Scienze della Comunicazione. Studiavo un corso monografico sulla storia dei partiti italiani dalla fondazione della Repubblica fino alla prima metà degli anni ’90. Per quell’esame, il caso ha voluto che all’orale mi chiedessero l’intera storia ed evoluzione del Pci, dalla nascita seguente alla scissione del 1921 dal partito socialista, fino alla trasformazione in Pds (poi Ds). Chi l’avrebbe mai detto. Era il giugno del 2000 e mai avrei pensato che avrei messo piede in politica. Mai averi pensato di ricoprire un incarico da segretario cittadino dei Ds e rimpiangere il partito che non c’è più. Questo però è un altro discorso.
Per il prossimo 11 giugno sono state organizzate diverse iniziative di commemorazione. La cosa bella è che non sembra che ci siano big di partito dietro. Se ce ne fossero me ne rallegrerei. Ma evidentemente Enrico Berlinguer, per alcuni individui (come li definisco io) rappresenta solo quella vocina scomoda – la coscienza – che sarebbe meglio non ascoltare. Se l’ascolti una volta, inizia a logorarti prima lo stomaco, poi il fegato... ti rende incapace di esser disonesto.
Comunque sono in programma il B – Day ( qui il sospetto che ci sia qualcuno del Pd dietro in effetti ce l’ho) e altre due manifestazioni degne di nota anche se non si sanno ancora gli orari. La prima si terrà al cimitero di Prima Porta, dove è sepolto lo storico leader del Pci. Mi hanno raccontato del mausoleo: una tomba bianca, spoglia, semplice com’era lui… con su scritto solo “Berlinguer”. Diversamente da tutti i leader e dirigenti del Pci, Enrico non venne sepolto al Verano. Si dice che sia stata la moglie a volerlo seppellire a Prima Porta. Anche in questo episodio si evince che Enrico era un … comunista fuori dal comune. Ci sarà un’altra commemorazione a Ponte Milvio, dove c’è la storica sezione in cui Berlinguer si tesserava. Qualche mese fa nell’ambito della trasmissione “Parla con me”, è stato intervistato il compagno – lo chiamo così perché nonostante sia nel Pd lui è un compagno – Giovanni Carapella. Oggi Giovanni è consigliere regionale del Lazio, presidente della commissione urbanistica se non erro. Ma quando era vivo Berlinguer, Giovanni era segretario della sezione di Ponte Milvio. In quell’intervista Giovanni e i compagni di sezione hanno raccontato che Enrico si faceva la tessera come un compagno qualsiasi. Andava in sezione a Ponte Milvio, discuteva con i compagni di base. Partecipava ai dibattiti e si confrontava con la base alla stregua di qualsiasi altro tesserato. Non faceva pesare a nessuno il suo ruolo di segretario generale del Pci. Forse oggi, di uomini così non ce ne sono. O forse quel che resta della politica, oggi, non ha bisogno di uomini così. Probabilmente gli uomini che ti fanno smuovere la coscienza, oggi non sono funzionali al sistema d’affari che c’è dietro la politica. Si diciamolo pure: oggi la politica a tutti i livelli è mossa dagli affari. Tutto in Italia è mosso dagli affari, non solo la politica. La mafia, la camorra… la politica… cose le accomuna? Semplice: il fatto che sono mosse dagli affari.
Torniamo a noi. L’11 giugno, dalle 17.30 alle 20.30, presso l’auditorium di via Rieti n. 13, si terrà un convegno sulla Questione Morale. E’ una manifestazione completamente autofinanziata e autogestita dagli organizzatori, che gestiscono anche questo blog: www.laquestionemorale.blogspot.com. Al convegno parteciperà anche Giovanni Berlinguer, fratello di Enrico, ex ministro della Pubblica Istruzione.
A Padova, 25 anni, Berlinguer lasciava la scena politica lasciando un vuoto che oggi non riesce ad esser colmato. Dopo di lui non abbiamo avuto più un leader carismatico. Eppure Berlinguer succedeva alla guida del Pci – dopo una breve reggenza del Pci di Luigi Longo – a Palmiro Togliatti, anch’egli carismatico leader del dopoguerra. Prima di lui e con lui la storia. Dopo di lui il nulla. La questione morale è qualcosa di attuale ancora oggi, considerato quello che accade tutt’ora nei partiti, considerato soprattutto il fatto che oggi “la casta” per difendere se stessa candida alle europee non persone capaci, ma incapaci che nel ricoprire altri ruoli hanno fatto danno… e allora? … allora ce li togliamo dai piedi mandandoli a far danno al parlamento europeo.
Quando mi chiedono: “Ma tu come fai a ricordarti Berlinguer? Sei troppo giovane … “. Si, sono troppo giovane. Avevo sette anni quando è morto. Devo dire che di quel periodo conservo nitidi dei flash, come per esempio le immagini del suo funerale in tv. I miei ricordi sono ancora nitidi, riguardo ai discorsi che si facevano in casa. Siamo stati sempre una famiglia di sinistra, anche se mio nonno e mio padre erano abbastanza riservati in merito al loro orientamento politico. In casa si parlava molto di politica, di Berlinguer. E io ascoltavo. I flash di cui parlavo prima, li ho “alimentati” con quello che ho studiato dopo. Coni video che sono su youtube sono riuscito a fare anche chiarezza su qualcosa che ricordavo appena. Ma soprattutto, grazie alle biografie che ho letto su Enrico sono riuscito a completare il quadro del personaggio. Sono convinto che oggi, se fosse vivo, avrebbe accettato il passaggio nel Pds (poi Ds). Ma non credo avrebbe concepito il Pd così com’è. Anzi qualche furbetto lo ha spacciato per “il compromesso storico” elaborato idealmente da Enrico. Ma se fosse vivo non si sarebbero permessi. Lo ha ricordato anche Giovanni Sartori – noto politologo italiano – che il Pd è un’invenzione partorita dalla mente di Prodi e di qualche altro geniaccio (si a per dire!) circa dieci anni fa.
Sono convinto che se fosse vivo non avrebbe mai permesso certe candidature, di personaggi incapaci o pregiudicati. Sono convinto che, almeno a sinistra, se ci fosse ancora lui, potremmo dormire sonni tranquilli. E invece … ogni volta che vedo certa gente … ho il volta stomaco. Però non riesco manco più a vomitare tanto mi sono assuefatto allo schifo.
Mentre tutti voi siete in attesa dell’esito delle prossime elezioni, voi gente di sinistra nella messianica attesa di un leader dai forti valori e principi, rivolgete un pensiero a Berlinguer … Enrico … se ci guardi da lassù (perché spero tanto che tu sia lassù!!) aiutaci!!
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Postato da ValerioAscenzi alle ore 18:31 venerdì, 29 maggio 2009
In questo articolo, pubblicato sulla nuova testata Il Levante - se ancora non la vedete in edicola è per questioni tecniche relative alla distribuzione - sono stato un po' duretto e molto critico.
COLLEFERRO - Mentre dalla Regione Lazio promettono investimenti per migliorare la qualità dell’ambiente, al confine tra la provincia di Frosinone e quella di Roma, si progettano nuovi impianti per la produzione di energia, che potrebbero peggiorare la qualità dell’aria, e della vita. Sembra difficile ma si può lavorare per arrivare a condizioni peggiori di quelle attuali. In questo periodo, con la campagna elettorale in atto, non si parla di alcun progetto del genere. Alcuni cittadini e ambientalisti, che fanno domande in merito, non trovano risposte.
E’ di qualche giorno fa la notizia, a noi giunta attraverso le associazioni ambientaliste del territorio, la società Se.Co.Sv.Im Srl di Roma, avrebbe depositato alla Pisana un progetto e uno studio di impatto ambientale per la realizzazione di una Centrale Cogenerativa a Ciclo Combinato nel territorio tra i comuni di Artena e Colleferro. Un impianto con una potenza di 82 Megawatt termici, alimentata a gas naturale, che dovrebbe sostituire una vecchia centrale termo elettrica, anche questa di proprietà della Se.Co.Sv.Im.
Gli ambientalisti sono sempre di più sul piede di guerra. Una centrale cogenerativa a ciclo combinato, viene definita anche centrale turbogas. Si tratta di una tecnologia con minor impatto ambientale rispetto a quelle finora proposte dai vari governi regionali e nazionali. Una turbogas sarà anche meno nociva di un termocombustore, ma non è di certo esente dal generare problematiche ambientali. Inoltre comporta ripercussioni sia a livello climatico che locale sulla popolazione limitrofa all'insediamento. Una protesta, per cercare di impedire la realizzazione di un impianto simile, ha già investito il comune di Aprilia. Probabilmente potrebbe scoppiarne un’altra a Colleferro, dove gli ambientalisti locali potrebbero trovare appoggio anche nei comuni limitrofi.
Il progetto della turbogas tra Colleferro e Artena viene menzionato sul sito della Regione Lazio, alla sezione ambiente. Ma per trovarlo bisogna “spulciare” parecchio. Come del resto accade per numerosi altri progetti che riguardano il ciclo dei rifiuti. Sul sito internet http://appalti.legalmente.net, si possono trovare alcune notizie riguardo le intenzioni della Se.Co.Sv.Im Srl. “La nuova centrale – si legge sul sito - sostituirà la vecchia centrale, giunta a fine vita, con una di nuova generazione ad alta efficienza e allineata alle migliori tecniche disponibili che garantirà maggiore rendimento elettrico e termico con bassissime emissioni in atmosfera. La realizzazione della nuova centrale non altererà lo stato di qualità dell'aria locale e l'esercizio della stessa non altererà ne il clima acustico dei ricettori ubicati in vicinanza dell'area prevista per l'insediamento dell'impianto ne le caratteristiche paesaggistiche della zona”. Per quanto riguarda l’impatto paesaggistico, ormai quel che è fatto è fatto: la nuova centrale verrà realizzata all’interno del complesso industriale di Colleferro, nell’area della ex Snia Bpd (industria famosa nel secolo scorso per la produzione di esplosivi). Quando fu costruita la Bpd non si conosceva neanche il concetto di “impatto paesaggistico”. Quanto alla promessa di “non alterare la qualità dell’aria e le condizioni climatiche dell’area tra Colleferro e Artena”, la cosa sembra molto poco probabile. Numerosi studi mostrano come le centrali turbogas emettono gas ad effetto serra sul clima globale della Terra, ma con serie ripercussioni sul clima dell’area limitrofa all’impianto. Oltre alle ricadute sul microclima, si prevede una forte ricaduta sul suolo di inquinanti chimici derivati dall’azoto. Gli stessi elementi inquinanti che saranno presenti nell’aria circostante l’impianto andrebbero ad aggravare la situazione già compromessa del territorio. Inoltre questi inquinanti sarebbero, oltre che letali per la salute (a causa della produzione di polveri sottili), ma anche dannosi per l’agricoltura (già compromessa in quest’area) e per l’edilizia.
Stefano Montanari, ricercatore esperto nel campo delle nanopatologie, rinomato in campo internazionale, afferma che bisogna considerare anche un problema, non ambientale: “Queste centrali sono molto vulnerabili dal punta di vista strategico in quanto potrebbero essere obiettivo di terrorismo, come i gasdotti transcontinentali anch’essi critici dal punto di vista della sicurezza”. Da lato economico, poi, Montanari afferma che questi impianti non sono poi così convenienti come si dice: “In Italia non abbiamo queste fonti energetiche, ossia ne abbiamo in quantità irrisorie e siamo quindi costretti ad importare il gas naturale da Algeria, Russia, Medio Oriente tutti paesi molto critici per noi, molto a rischio. Ci possono tagliare i rifornimenti come e quando vogliono e metterci veramente al freddo ed a piedi. Quindi va valutata anche dal punto di vista strategico l’opportunità di fare cose di questo genere perché diventiamo molto vulnerabili come nazione”.
E intanto gli spot politico elettorali per le elezioni europee continuano e percorrono chilometro per chilometro tutto il Lazio. L’assessore all’ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti ad esempio, in questi giorni ha parlato degli interventi del governo regionale sui parchi del Lazio, di incentivi e agevolazioni a chi prevede di realizzare impianti fotovoltaici e solari. Inoltre ha ricordato la campagna di sensibilizzazione all’utilizzo delle “due ruote pulite”, dove la Regione Lazio investirà 500 mila euro per incentivare l’acquisto di biciclette a pedalata assistita, ciclomotori, motocicli e veicoli elettrici commerciali. Tutte iniziative lodevoli, ma che messe al fianco di progetti come una centrale Turbogas, sinceramente, contribuiscono a far perdere di credibilità all’attuale governo regionale del Lazio.
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Postato da ValerioAscenzi alle ore 18:17 mercoledì, 13 maggio 2009
Sono tornato. Si... ho deciso di riaprire il mio vecchio blog, nell'attesa di apprendere qualcosa in più sulla programmazione html, mentre studio Adobe Dreamweaver... insomma mentre aspetto di avere un mio sito, fatto da me... perchè come afferma un mio amico, riferendosi proprio al mio carattere: "E' meglio se te lo fai da solo, almeno poi te la prendi con te stesso se qualcosa non va". Ecco... mentre aspetto tutto ciò... ho riaperto il mio vecchio spazio.
Il mio ritorno alla scrittura è segnanto anche dal ritorno al giornalismo. Per dirla con le parole di Freddie Mercury "il martello si abbatterà" ancor più forte... già. Ho trovato finalmente un quotidiano per il quale posso scrivere in maniera serena, facendo un po' di sano giornalismo d'inchiesta e sopratutto: stando dalla parte della gente. Il Levante è un quotidiano che esce - con qualche difficoltà ancora per cio' che riguarda le nostre zone - in Puglia e nel Lazio.
Questo blog era nato come spazio di riflessione sulle problematiche politiche italiane. E sarà così anche in futuro. Solo che aggiungerò qualcosa: ovvero gli articoli che pubblicherò sul nuovo quotidiano.
Stavolta questo blog chiudera solo quando apriprò un sito vero e proprio. Intanto in questi giorni potreste trovare difficoltà... il blog è in evoluzione continua... chiedo perdono in anticipo.
fraterni saluti
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